Il Blog di Fabrizio Romeo

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A proposito di ZTL a Palermo

Pubblicato da Fab su Sabato 29 Marzo, 2008

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Il 6 Marzo, il sito di Sonia Alfano lancia l’iniziativa “invia la tua mail di protesta al sindaco Cammarata contro le ZTL

Numerose le mail che sono arrivate all’indirizzo info@soniapresidente.net per sostenere l’inaccettabilità del provvedimento; diversi anche i commenti giunti al sito; tra questi, non può passare inosservato quello di Francesco Cuppone, incaricato dalla TD GROUP della gestione di tutta l’operazione Pass Palermo, che scrive:

Francesco Cuppone // Mar 11, 2008 at 19:16
Trovo davvero stravagante che si possa assumere un’iniziativa di questo tipo contro un provvedimento che finalmente allinea una città del sud alle metropoli di tutta Europa .

Veniamo con ordine:

1) sono l’incaricato dalla TD GROUP della gestione di tutta l’operazione Pass Palermo. Uso il mio nome e cognome perchè le cose che ho da dire sono profondamente vere e mi assumo, di ogni parola, la piena responsabilità;

2)l’incarico ricevuto dal comune dall’azienda che rappresento riguarda la creazione di una banca dati che consenta di memorizzare i requisiti di ogni vettura che a partire dal 5 maggio prossimo entrerà nelle due zone denominate ZTL (A e B);

3)la A coincide con il pieno centro storico, fatto da un enorme reticolo di viuzze, dove è difficile a volte circolare a piedi, che contengono gli edifici, le chiese e i palazzi di una Palermo tanto antica quanto splendida per qualità dei manufatti e della storia che si è svolta al suo interno. Chiunque abbia una certa dimestichezza con le grandi città d’arte in Italia e all’estero, sa quanto sia inopportuno consentire a maleodoranti e scoppientanti autovetture di circolare per strade e vicoli che non sono stati progettati per questo tipo di traffico, ma al massimo hanno visto nei secoli transitare cavalli, asini e i loro relativi carichi umani;

4)la B comprende la parte più esterna del centro;

5) la gara indetta dal comune alla fine del 2006 prevedeva l’assegnazione del lavoro alla società che avrebbe offerto l’importo più basso per l’emissione del pass, escludendo qualsiasi possibilità di valutazione arbitraria da parte di chicchessia;

6) la gara prevedeva nessuna spesa da parte dell’amministrazione (tranne un contributo di 16.000 euro per partecipazione alle spese di comunicazione) e affidava il recupero dei nostri costi unicamente alla risposta numerica da parte dei cittadini di Palermo: mi pare che questo sia un esempio veramente unico in Italia, laddove siamo abituati a veder fare man bassa della finanza pubblica. Tutto questo vuol dire che TD GROUP ha intrapreso questa iniziativa a totale rischio suo, senza che ci sia la benchè minima sicurezza di rientrare dei suoi costi di messa a punto del software e di organizzazione del lavoro: altro che arricchire!!!

7) una volta creata la banca dati (che, quindi, censisce il parco veicolare della città e ne identifica la sua capacità di circolare in funzione del suo grado di inquinamento) la stessa verrà collegata con le telecamere installate presso i varchi elettronici,affinchè sia possibile controllare l’effettiva possibilità di accesso di ogni veicolo;

8)i punti di distribuzione, individuati sotto la diretta responsabilità dell’azienda e vincolati tramite un rapporto rigorosamente privatistico, sono stati scelti sulla base della loro reale competenza in materia automobilistica, tant’è che ben 28 su 34 sono autoscuole, centri di revisione e agenzie di disbrigo pratiche auto;

9)il problema della durata di 12 mesi dei pass emessi nel periodo 3/3-5/5/2008 è stato corretto ed era frutto di una errata comunicazione verificatasi all’atto della partenza del sistema.

Da quanto detto sopra, quindi, si può evincere che:

- non c’è nessuna tassa, bensì è stato fissato con gara pubblica un importo richiesto per la gestione del servizio e su questo è stato chiesto ai partecipanti di quotare al ribasso;

-non c’è nessun divieto di bloccare la circolazione delle auto costruite prima del 2001, ma si sono fissati criteri di circolazione basati sulla oggettiva capacità di inquinamento dei veicoli (stabilita sulla scorta di direttive comunitarie);

- trovo sacrosanto, come cittadino, che le auto non munite di accorgimenti che limitano l’inquinamento siano tenute fuori dalle vie del centro storico, che auspichiamo siano piene invece di turisti capaci di apprezzare le bellezze di uno dei centri storici più belli d’Europa.

Per concludere, sperando di essere stato esauriente, vi prego di prendere atto che questa volta avete lanciato una campagna sbagliata, che colpisce un provvedimento giusto e condivisibile, che avvicina Palermo alle grandi metropoli del mondo civile e indica una via per farne una città normale.
Cordialmente
F. Cuppone

E adesso ecco la mia risposta, pubblicata anche sul sito Soniapresidente.net:

LA ZTL A PALERMO

Trovo davvero stravagante che si possa assumere la difesa di un provvedimento come la ZTL a pagamento giustificandolo con pretese motivazioni ambientalistiche.
Che l’aria della nostra città sia tossica e puzzolente è un dato di fatto incontrovertibile. Che la circolazione veicolare a Palermo sia cronicamente congestionata, idem.
Ma da qui a dire che la migliore soluzione possibile, se non l’unica, sia far pagare la gente per circolare liberamente con le proprie autovetture, c’è davvero un bel salto logico.

Rinviando la discussione su più valide proposte ad un altro momento, e dando per scontato (anche se non ci giurerei) che l’intera faccenda delle ZTL a pagamento trovi un’adeguata legittimazione a tutti i livelli del nostro ordinamento giuridico (Costituzione compresa), vediamo di elencare alcune elementari considerazioni sul merito e sull’opportunità di tali provvedimenti.

Ma andiamo con ordine:

1) L’intera faccenda delle ZTL viene prospettata come la soluzione a gravissimi problemi ambientali e, in generale, di vivibilità della nostra città. Al di là dei presunti benefici, tutta questa operazione avrà un costo molto elevato (svariate decine di milioni di Euro) che, anche se non intaccherà direttamente le casse dell’amministrazione comunale, comunque ricadrà direttamente sulle spalle (anzi, sulle tasche) della cittadinanza. E questo grazie alle discutibili dinamiche del “project financing”, che permette agli amministratori locali di indirizzare cospicui finanziamenti a società ed imprese private senza doversi preoccupare di problemi di copertura finanziaria e di bilancio, perché tanto la “pecunia” viene spremuta goccia a goccia direttamente dalle tasche dei cittadini che usufruiranno di quei servizi.
Ma quei servizi sono davvero indispensabili?
Quelle soluzioni sono davvero le più efficaci e le più opportune?
Questo è tutto da vedere.
Purtroppo, quando si promuove una soluzione che deve essere attuata necessariamente anche se costerà un sacco di soldi, quasi sempre ciò significa che “un sacco di soldi” entreranno nelle tasche di qualcuno.
E sicuramente questo non è il nostro caso, ma se per combinazione il potere politico fosse legato al potere economico ed imprenditoriale con logiche di scambio e di interessi personali, allora forse ci sarebbe da essere un pelino sospettosi…

2) La TD GROUP, anticipando i costi di messa a punto del software e di organizzazione del lavoro, non ha certo intrapreso chissà quale azione filantropica per il bene della collettività, ma ha semplicemente avviato un investimento sicuro che le frutterà in breve tempo svariate centinaia di volte il capitale investito.
Oddio, sicuro sicuro no, perché c’è sempre la possibilità che l’amministrazione comunale potenzi e renda efficienti i mezzi pubblici a tal punto che nessuno vorrà più guidare la propria macchina per andare in giro in città. Magari rinunciando alla terza o anche alla seconda autovettura di famiglia, come pare che già accada in numerose e ben più civili città europee. Ma visto l’andamento attuale qui da noi, personalmente questa mi sembra una possibilità più che remota… non vi pare?
(Per inciso, da statistiche e ricerche confermate anno dopo anno pare che l’Italia sia la nazione col più alto numero di km di strada asfaltata per abitante, e col più alto numero di autovetture per nucleo familiare al mondo. E che questo significhi che abbiamo il primato mondiale per la qualità della vita è sicuramente duro da sostenere…)

3) Palermo è una splendida città d’arte, vera antologia di tutti gli influssi culturali del mediterraneo (e non solo), con una plurisecolare storia che le ha regalato innumerevoli e meravigliosi edifici, chiese e palazzi, incastonati nelle strade e nei vicoli di quello che verosimilmente è il più grande centro storico di tutte le città europee.
Strade e stradine progettate e costruite a dimensione d’uomo, o tutt’al più di cavallo, e non certo a misura di suv, rav e station wagon. E persino i carri, i carretti e le carrozze nobiliari, che tutti insieme erano meno della metà della meta delle autovetture attualmente circolanti, non venivano mai lasciati in sosta a tempo indeterminato lungo le carreggiate, ma alla fine del loro percorso trovavano sempre ricovero in stalle, bagli, androni, ecc..
Comunque, siccome il nostro problema non è solo la congestione del traffico ma sopratutto la tossicità dei gas di scarico nell’aria che respiriamo, non ci sfugga allora il fatto che anche il più pidocchioso e maleodorante ronzino certamente non immetteva nell’atmosfera il monossido di carbonio, il benzene, i pm10, i metalli pesanti, e gli altri innumerevoli veleni che in misura variabile vengono comunque rilasciati anche dalle più moderne e costose autovetture. Veleni che, o paghi o non paghi, ti escono comunque dal tubo di scappamento!

4) Il fatto che Palermo abbia un centro storico così vasto è stato usato da tutte le amministrazioni comunali che si sono finora succedute come argomento contro chi chiede la sua trasformazione in isola pedonale.
Ora, ammettendo che effettivamente rendere tutto il centro storico di Palermo un’unica grande isola pedonale comporterebbe non pochi problemi logistici di circolazione e di distribuzione, specialmente senza un’adeguata rete di trasporto pubblico, ciò non toglie però che si potrebbero costituire una serie di piccole isole pedonali, separate da assi principali (via Roma, via Maqueda, corso Tukory, il Cassaro, via Cavour, ecc.) in cui consentire il transito veicolare. Praticamente un “arcipelago” di isole pedonali, decine e decine di via Principe di Belmonte…
E invece l’amministrazione comunale oggi cosa fa?
Progetta di istituire due ZTL che insieme sono grandi il doppio del nostro centro storico, praticamente la più grande ZTL d’Italia, in cui tutti comunque potranno circolare alla guida di un’autovettura. Ovviamente a condizione che comprino il Pass dalla TD GROUP, magari passando prima dal concessionario d’auto…

5) In questa enorme ZTL non è stata prevista alcun corridoio o bretella di scorrimento che la attraversi. Chi vuole oltrepassarla con un’autovettura che non ha un numero Euro sufficientemente elevato, o che comunque non ha il Pass TD GROUP, non ha altre alternative se non aggirarla percorrendone il perimetro.
Questo significa spesso allungare il proprio itinerario di diversi chilometri, che significa più tempo a guidare, che significa più traffico, che significa più benzina bruciata, che significa più soldi che vanno in fumo, che significa più veleno nei nostri polmoni, più stress, ritardi al lavoro, appuntamenti saltati, ecc. ecc….
Chi ha avuto la ventura di trovarsi lungo la via Notarbartolo o la via Crispi i primi giorni di attuazione delle targhe alterne (altra genialata) sa cosa voglio dire. Eppure per le targhe alterne non è mai stata attivata alcuna delle “telecamere verbalizzanti” che invece stanno già cominciando a scaldare per la prossima ZTL.

6) E’ facilmente prevedibile che questa ZTL, per la vastità della sua estensione e per le caratteristiche precarie del substrato socio-economico di Palermo, sarà un vero e proprio colpo di grazia per le attività produttive della nostra città.
Chi è residente all’esterno della ZTL (magari in uno nei tanti comuni della provincia palermitana), e non ha necessità di recarsi spesso in città, troverà sconveniente (o semplicemente ingiusto) pagare un abbonamento annuale. In tali casi il pagamento occasionale del singolo pedaggio ed il relativo iter burocratico da seguire di volta in volta costituiranno un più che valido deterrente contro l’intenzione di venirsi a fare i fatti propri in città.
Immaginate pero di essere il titolare di un’officina meccanica ubicata, mettiamo, in via Re Federico, e che abbiate affezionati clienti anche a Monreale, a Villabate, a Misilmeri, a Capaci, ecc. ecc..
Bene, potete star certi che all’entrata in vigore della ZTL perderete in un colpo solo la maggior parte dei vostri clienti che sono residenti all’esterno della stessa, perchè tutti questi adesso avranno un validissimo motivo per andare a servirsi altrove. A meno che, ovviamente, non decidiate di abbassare la tariffa delle vostre prestazioni a livelli di pura sopravvivenza.
E adesso provate ad estendere lo stesso ragionamento a tutte le attività artigianali, commerciali, professionali e di servizio che hanno sede all’interno della ZTL A+B.
Dai meccanici agli avvocati, dai ristoranti ai veterinari, dai commercialisti alle palestre, dagli alberghi alle pompe funebri, dai dentisti alle pasticcerie, e chi più ne ha più ne metta… Tutti, ma proprio tutti, potranno continuare a contare solo sui loro affezionati clienti che abitano all’interno della ZTL, o che comunque siano stati costretti a farsi il Pass TD GROUP!

E allora, stando così le cose, quale potrebbe essere una migliore soluzione per la congestione della circolazione e per l’irrespirabilità dell’aria?
Considerando che questi problemi discendono esclusivamente dal sempre crescente numero di veicoli in circolazione, è davvero sensato un provvedimento che punta a limitare l’uso dei veicoli privati rendendolo più oneroso?

Ma un provvedimento che apparentemente scoraggi l’uso indiscriminato delle autovetture private semplicemente rendendolo sempre più oneroso senza offrire alcuna valida alternativa non è una soluzione.
E’ pura speculazione!
La deterrenza da sola è pura vessazione, se non è accompagnata dall’offerta di valide alternative. E a rigor di logica non vedo altre alternative valide all’uso delle autovetture private se non il trasporto pubblico.

Ora, le soluzioni da adottare per rendere più efficienti i mezzi pubblici sono innumerevoli, come esempio un’efficace deterrenza contro chi utilizza abusivamente le corsie preferenziali, una pianificazione più accurata dei percorsi e degli orari incrementando le corse, l’istituzione di bus navetta da e per i principali parcheggi della città, ecc. ecc…
In ogni caso una cosa è sicura: guidare la propria autovettura nel traffico di Palermo è una delle attività più stressanti, dispendiose ed insalubri che ci siano.
Ma la gente, ne sono arciconvinto, non è stupida né masochista. E se continua ad usare l’autovettura privata per ogni spostamento, accettando perfino di pagare per parcheggiare sotto casa propria (Zone Blu) ed ora anche per guidare fino a casa propria (ZTL), è semplicemente perché non ha valide alternative. Diamo alla gente un servizio di trasporto pubblico efficiente ed avremo finalmente una città a dimensione d’uomo, e tanti automobilisti in meno.

Con buona pace della TD GROUP, dei concessionari d’auto, dei benzinai… ed anche degli Emirati Arabi!
Fabrizio Romeo

Candidato elezioni regionali siciliane 2008
Lista “Gli amici di Beppe Grillo con Sonia Alfano Presidente”

3 Risposte a “A proposito di ZTL a Palermo”

  1. Ztl a Palermo, 30 giorni in più per il pass « Nalya’s Weblog Dice:

    [...] è interessante leggere le ragioni del responsabile della TD Group, Francesco Cuppone, in un confronto con il vigile Fabrizio [...]

  2. Il Grillo di Palermo » Blog Archive » Ztl a Palermo, 30 giorni in più per il pass Dice:

    [...] è interessante leggere le ragioni del responsabile della TD Group, Francesco Cuppone, in un confronto con il vigile Fabrizio [...]

  3. Roberto Dice:

    mi chiedo ma c’è un controllo di qualità su questo servizio? cioè se poi il tasso di inquinamento a Palermo non scende, che si fa? La TD Group viene estromessa dal progetto? si restituiscono i soldi ai cittadini? si cercano nuove soluzioni?

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